Elezioni in Marocco: sfida tra islamisti e filomonarchici

ottobre 6th, 2016 | by admin
Elezioni in Marocco: sfida tra islamisti e filomonarchici
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Radio Vaticana

In Marocco 16 milioni di cittadini voteranno domani per eleggere i 395 deputati del Parlamento nazionale. Favoriti il “Partito di Giustizia e Sviluppo”, al governo dal 2011 e di ispirazione islamista e il Partito Autenticità e Modernità”, legato al re Mohammed VI. La campagna elettorale è stata contraddista da un ampio dibattito politico, per un Paese che sta cercando la sua via alla democrazia, come spiega al microfono di Michele Raviart il giornalista marocchino Zouhir Louassini, esperto di mondo arabo:

R. – Noi sappiamo che il Marocco non è una democrazia completa: è comunque una democrazia sotto controllo; e sappiamo che i diritti umani alcune volte non vengono ben rispettati. Durante la campagna elettorale, la libertà nel dibattito che ho sentito questa volta probabilmente non l’avevo mai sentita prima. E questo mi porta ad essere molto, molto ottimista per il futuro del Marocco.

D. – Il partito Giustizia e Sviluppo è l’unico partito islamista rimasto al potere dopo l’ondata delle cosiddette “Primavere Arabe”. Qual è stato il bilancio del suo governo e ci sono delle aspettative per una sua eventuale riconferma?

R. – Probabilmente è il partito che avrà più voti. Se arriverà al governo non lo so, perché avrà sempre bisogno di altri partiti per governare. Questo partito ha fatto cose molto coraggiose: per esempio, a livello economico, ha cercato di prendere delle decisioni che non sono molto popolari, ma le ha prese e sono state utili per il Marocco, come per la questione delle pensioni o per alcune questioni di sovvenzioni. Ha cercato di dare una mano alla classe più povera: hanno fatto qualche cosa che – devo dire – non è negativa. Però, allo stesso tempo, è un partito che comunque ha un discorso religioso, e questo – secondo me – è il suo punto di debolezza. Loro dicono sempre che non sono come i Fratelli Musulmani: lo stesso primo ministro, Abdelillah Benkirane, molte volte ha ripetuto che la gente quando li sceglie lo fa per gestire le cose economiche e il Paese, e non per insegnare loro come devono essere vestiti o cosa devono mangiare. Però, in fondo, con l’islam politico non si sa mai…

D. – Dall’altra parte, c’è il partito Autenticità e Modernità che è legato alla monarchia: ecco, qual è il ruolo del re in questa fase?

R. – Il re ha ripetuto varie volte che lui non c’entra niente; ma questo partito comunque è nato con l’aiuto di amici del re del Marocco, e questo ha messo comunque un po’ di dubbio. Però il dibattito c’è stato e c’è: in questo momento, in Marocco, il dibattito più importante è relativo a questo. La monarchia sta giocando un ruolo politico: anche se dopo l’adozione della Costituzione del 2011 il re è stato un po’ limitato nei suoi ruoli, non riesce però ad uscire dalla scena politica. Non dimentichiamo mai che in Marocco e il re è anche emiro, “principe dei credenti”, e ha anche un ruolo religioso, e questo probabilmente è stato un elemento molto positivo per il Marocco.

D. – Per l’Europa, quanto sono importanti queste elezioni: e penso ai fenomeni legati all’immigrazione, alle exclave spagnole in territorio marocchino di Ceuta e Melilla…

R. – È un momento dove ci sono altri Paesi arabi e musulmani, guerre e conflitti. Il Marocco è rimasto – diciamo – un Paese stabile, e questo in sé è già molto importante anche per noi in Europa. Perché, in un Paese che sta così vicino all’Europa, c’è bisogno che ci sia stabilità e anche ricchezze. In questo momento ciò sta avvenendo in Marocco: c’è meno gente che cerca di migrare. Per l’Europa è molto importante che questo processo continui, ma che continui sul serio.

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