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Interviste

Intervista a Mahmoud Darwish

Mahmūd Darwīsh nasce nel 1941 ad al-Birwa, un villaggio dell’Alta Galilea, che scomparirà dalle mappe geografiche nel 1948. La sua popolazione verrà evacuata e il poeta sarà costretto con la sua famiglia a emigrare in Libano. Nel 1949 e nel 1950 su quell’area verranno fondati due siti ebraici, Kibbutz Yas’ur e Moshav Ahihud.

Darwīsh con Perché hai lasciato il cavallo alla sua solitudine prova a “ricostruire con la poesia i tempi e i luoghi irrimediabilmente perduti”. Egli si prefigge di scrivere una “biografia delle dimore abitate durante l’infanzia e in esilio”, sforzo che da luogo ad una tensione vibrante tra memoria individuale e collettiva. Il poeta esule aspira a risolvere il suo stato di alterità, derivato dal senso di dislocazione geografica, attraverso l’esplorazione dei luoghi della memoria individuale.

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Speciale Spazio Transnazionale – La strage di Gaza

di Francesco De Leo – RADIO – Durata: 56 min 39 sec

Speciale della trasmissione di RadioRadicale sull’attualità internazionale dedicato alla strage di Gaza, è salito a 55 il numero dei manifestanti palestinesi uccisi negli scontri con l’esercito israeliano.

I feriti sono oltre 2.400, 27 quelli in gravi condizioni.

Resta alta la tensione in Medio Oriente, con scontri fra manifestanti ed esercito israeliano a Gaza e in Cisgiordania, nel giorno in cui si è inaugurata l’ambasciata americana a Gerusalemme e si sono celebrati i 70 anni della nascita dello stato d’Israele.

Commenti e analisi di Rolla Scolari (Giornalista de La Stampa), Zouhir Louassini (Giornalista di Rai News 24, visiting professor in varie università italiane e straniere), Francesco Semprini (Corrispondente per La Stampa da New York), Sergio Della Pergola (Statistico, saggista e accademico italiano naturalizzato israeliano), Giordano Stabile (Corrispondente per La Stampa dal Medio Oriente), Alberto Cavaglion (Storico) e Daniel Reichel (Giornalista dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, animatore di “Pagine Ebraiche”, il giornale dell’Ebraismo italiano).

Conduce Francesco De Leo.

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Interviste

Per sconfiggere l’ideologia jihadista bisogna comprendere l’Islam politico

L’ intervista a Zouhir Louassini, accademico marocchino e giornalista per Rai News

DI GIOVANNI VIGNA. L’Indro (9-03-2017)

Zouhir Louassini, originario di Tangeri in Marocco, è dottore di ricerca all’ Università di Granada, ha lavorato in agenzie di stampa, televisioni e radio in Spagna e nel mondo arabo. È autore di libri e “visiting professor” in diverse università. Da più di vent’anni risiede in Italia e lavora a Rai News. È editorialista de “L’Osservatore Romano”, giornale della Santa Sede. “Questo è un particolare molto importante – afferma Louassini – perché essendo un giornalista di cultura musulmana evidentemente il Vaticano ha voluto dare un segnale di apertura”.

Mai come adesso, con le notizie di attentati terroristici che si susseguono un giorno dopo l’altro, i paesi arabi sono considerati a rischio. Tuttavia il Marocco ha una storia differente. Il re, Muhammad VI, ha saputo costruire uno Stato sicuro e stabile politicamente che ha relazioni solide e intense con l’Europa, in particolare con la Francia e la Spagna. Ma anche con l’Italia.

Quali sono i punti di forza del partenariato tra Italia e Marocco?

“Dal punto di vista degli scambi economici Italia e Marocco possono fare molto di più. Di recente i giornali hanno parlato del progetto della Fiat finalizzato ad aprire un’altra fabbrica nel paese nordafricano. Si parla spesso di una collaborazione ogni giorno più attiva tra i due stati. A livello di capitali privati i francesi e gli spagnoli sono i primi investitori in Marocco. Gli imprenditori italiani partecipano a bandi e appalti. Si limitano ad aspettare le risposte del governo marocchino prima di agire. È una tendenza riscontrata da molte persone che lavorano nel settore. L’ambasciata e i consolati del Marocco sono consapevoli di questa “abitudine” del capitale italiano. Ciò rappresenta un handicap per l’Italia che potrebbe essere più presente in un paese dinamico a livello economico dove imprese come Renault, Peugeot e Nissan hanno investito con decisione”.

Gli imprenditori italiani non vogliono rischiare.

“È un trend generale, non c’è più voglia di mettersi in gioco, la gente vuole andare sul sicuro. D’altra parte, sulla base delle informazioni che arrivano, investire adesso in un paese arabo può essere un rischio. Tuttavia chi conosce bene il Marocco sa che è uno stato politicamente stabile. Negli ultimi dieci anni la crescita economica si è attestata intorno al 4-5%. Un dato positivo se si considera il periodo di crisi. Il Marocco ha un problema grave: l’enorme differenza tra ricchi e poveri. L’assenza di giustizia sociale è un elemento di rischio perché può provocare una reazione da parte della popolazione”.

Di recente gli abitanti della regione del Rif, una delle più povere del Marocco, sono scesi in piazza per protestare. Questo potrebbe minare il clima di pace costruito dalla monarchia?

“Certo, a prima vista potrebbe sembrare che il Marocco abbia trovato la risposta giusta alle rivolte popolari. La monarchia ha attuato cambiamenti alla Costituzione. Dopo che si sono calmate le acque il governo e l’amministrazione hanno pensato che, passata la tormenta, si potesse tornare alle vecchie abitudini. Questo è l’errore commesso dalle autorità marocchine. Non è possibile immaginare che un popolo, davanti a una situazione così grave di ingiustizia sociale, rimanga sempre zitto”.

Che cosa fa il Marocco nell’ ambito dell’attività di prevenzione del terrorismo?

“Da questo punto di vista il Marocco sta facendo un buon lavoro, ha un ottimo controllo del territorio, il paese è tranquillo. Dopo gli attentati del 2003 a Casablanca il governo ha preso le necessarie contromisure. Vengono monitorate le persone “a rischio” che si arruolano nell’Isis. I servizi segreti collaborano con i paesi europei e gli Stati Unii. Tutto sommato la situazione non desta preoccupazione. Certo, può succedere quello che può succedere in qualsiasi parte del mondo. Il terrorismo jihadista è fondato su un’ideologia di morte che appartiene a una specifica interpretazione dell’Islam e che potrebbe fare breccia in un paese musulmano come il Marocco, in particolare in alcuni strati della popolazione. Chi decide di fare un viaggio in Marocco corre gli stessi rischi che corre facendo una passeggiata a Roma”.

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الحكومة الايطالية الجديدة تنال ثقة مجلس الشيوخ

حصلت الحكومة الايطالية بقيادة باولو جنتيلوني الاربعاء، على ثقة مجلس الشيوخ، بعد نيلها ثقة مجلس النواب مساء الثلاثاء، لتباشر بذلك عملها رسميا، وتكمل مشوار رينزي الاصلاحي حسب ما أعلنت عنه في وقت سابق.

وحصل جنتيلوني الذي شغل منصب ماتيو رينزي بعد استقالته، على 169 صوتا في حين رفض 99 سناتورا منح الثقة له، فيما قاطع قسم من المعارضة التصويت، على اعتبار أن الغالبية لم تعد شرعية بعد تصويت الإيطاليين بكثافة ضد الإصلاح الدستوري في الرابع دحنبر الجاري.

وتملك حكومة جنتيلوني في مجلسي البرلمان غالبية أصوات يسار الوسط، التي كان تشغلها حكومة رينزي الذي استقال قبل أسبوع إثر هزيمته في الاستفتاء حول الاصلاح الدستوري.

وأمام حكومة جنتيلوني سنة فقط لتنجزعملها، قبل أن تنتهي ولاية البرلمان الحاليفي الفصل الاول من سنة 2018.

ويستعد جينتيلوني للمشاركة كرئيس للوزراء في مؤتمر الرؤساء الاشتراكيين الأوروبيين، الخميس في بروكسل، كأول مهمة رسمية.

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Zouhir Louassini

Giornalista e scrittore. Dottore di ricerca in Studi Semitici (Università di Granada, Spagna). Lavora a Rai News dal 2001. Editorialista su “L’Osservatore Romano” dal 2016. Visiting professor in varie università italiane e straniere. Ha collaborato con diversi quotidiani arabi, tra cui al-Hayat, Lakome e al-Alam. Ha pubblicato vari articoli sul mondo arabo in giornali e riviste spagnole (El Pais, Ideas-Afkar). Ha pubblicato Qatl al-Arabi (Uccidere l’arabo) e Fi Ahdhan Condoleezza wa bidun khassaer fi al Arwah (“En brazos de Condoleezza pero sin bajas”), entrambi scritti in arabo e tradotti in spagnolo. Ha Collaborato con Radio BBC arabic, Medi1 (Marocco)

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