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Portogallo al bivio: tra centrodestra fragile e ascesa dell’estrema destra

Il Portogallo ha votato per la terza volta in tre anni, e il verdetto delle urne del 18 maggio 2025 ha confermato l’instabilità politica del paese. L’Alleanza Democratica (AD), guidata dal premier uscente Luís Montenegro, ha ottenuto il 32,7% dei voti e 89 seggi su 230, fermandosi ancora una volta sotto la soglia della maggioranza assoluta .
Ma la vera sorpresa è l’ascesa di Chega, il partito di estrema destra guidato da André Ventura, che raggiunge il 22,6% e 58 seggi, eguagliando il Partito Socialista (PS) di Pedro Nuno Santos, che subisce il peggior risultato dal 1987 e annuncia le dimissioni .
Montenegro, pur riconfermato, si trova ora a dover formare un governo senza alleanze solide: ha ribadito il rifiuto di collaborare con Chega e non dispone di numeri sufficienti con i soli liberali. Il rischio di una paralisi istituzionale è concreto, mentre il bipartitismo tradizionale sembra definitivamente superato .
Un viaggio nel cuore di un Portogallo che cambia volto, tra speranze di stabilità e timori per il futuro democratico del paese.