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Qatar: il principato che volle essere impero
Le decisioni prese contro il Qatar dall’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, l’Egitto, il Bahrain e il governo yemenita non comportano solo l’interruzione delle relazioni diplomatiche, ma un vero e proprio isolamento geografico dello Stato peninsulare. L’Arabia Saudita ha annunciato anche la chiusura del suo confine terrestre, l’unico che connette il Qatar con il mondo. Molti le interpretazioni sul perché. Zouhir Louassini cerca qui di dare alcune chiavi di lettura per capire meglio la situazione.
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Due donne da Teheran. Arte e diaspora mentre la guerra cambia il destino dell’Iran.
Mentre il conflitto tra Iran, Israele e Stati Uniti segna una nuova fase di instabilità in Medio Oriente, lontano da Teheran due artiste iraniane osservano il loro paese vivere uno dei momenti più drammatici della sua storia recente.
Aram Ghasemy, performer e regista, e Maryam Pezeshki, scultrice e pittrice, raccontano attraverso il loro lavoro artistico il legame profondo con la loro terra d’origine, tra memoria personale, identità culturale e senso di responsabilità verso ciò che accade oggi in Iran.
Un reportage che intreccia guerra e creazione, distanza geografica e vicinanza emotiva, per raccontare il volto umano della diaspora iraniana.
Link per vedere il 24mm del 12 marzo 2026
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Cristiani in Giordania
Zouhir Louassini ci porta in Giordania, tra la minoranza cristiana che convive pacificamente con la maggioranza musulmana.
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Portogallo al bivio: tra centrodestra fragile e ascesa dell’estrema destra
Il Portogallo ha votato per la terza volta in tre anni, e il verdetto delle urne del 18 maggio 2025 ha confermato l’instabilità politica del paese. L’Alleanza Democratica (AD), guidata dal premier uscente Luís Montenegro, ha ottenuto il 32,7% dei voti e 89 seggi su 230, fermandosi ancora una volta sotto la soglia della maggioranza assoluta .
Ma la vera sorpresa è l’ascesa di Chega, il partito di estrema destra guidato da André Ventura, che raggiunge il 22,6% e 58 seggi, eguagliando il Partito Socialista (PS) di Pedro Nuno Santos, che subisce il peggior risultato dal 1987 e annuncia le dimissioni .
Montenegro, pur riconfermato, si trova ora a dover formare un governo senza alleanze solide: ha ribadito il rifiuto di collaborare con Chega e non dispone di numeri sufficienti con i soli liberali. Il rischio di una paralisi istituzionale è concreto, mentre il bipartitismo tradizionale sembra definitivamente superato .
Un viaggio nel cuore di un Portogallo che cambia volto, tra speranze di stabilità e timori per il futuro democratico del paese.
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